Approfondimenti storici di Serrone
Per completezza a quanto già menzionato, si riportano qui in maggior dettaglio gli accadimenti storici deliberatamente trascurati nella narrazione precedente.
Icona di un vecchio libro di Serrone

Il grande storico medioevale Ferdinando Gregorovius dedica alla nostra terra una stupenda descrizione ...

"a destra e a sinistra delle splendide catene di montagne.Quella a sinistra è chiamata Serra, dominata dalla piramide gigantesca del Serrone, da cui si staccano monti di minore altezza, persi tutti in un mare di verdura, interrotto qua e là da numerosi villaggi e castelli...
su queste vette luminose l'occhio distingue castelli, monasteri e villaggi che sembrano sospesi nell'aria.
Da per tutto regna un silenzio solenne, imponente.
I contorni delle cime sembrano scolpiti nell'azzurro del cielo."


I serronesi discendono dagli Ernici così come tutti i ciociari.
La capitale e città santa della confederazione ernica era Anagni seguita da Aletrium(Alatri), Ferentinum(Ferentino),Verulae(Veroli).
Fra Serrone e La Forma vi sono i resti di ville romane, in contrada le grotte, qui è stato rinvenuto il più antico reperto di Serrone.
Si tratta di una pietra sepolcrale dedicata ad una bambina Epeniina, vissuta 5 anni e 8 giorni, figlia di Papiria e Clodio Capenate.
Serrone e Paliano nacquero contemporaneamente, Paliano Castrum maggiore e Serrone Castrum minore, successivamente sorse il Castrum Pilei(Piglio).
I Saraceni saccheggiarono la valle del sacco ...
"Quei ladroni non cessavano di devastare la regione montuosa dell'anio recando il guasto ..."
Senza più orma di abitatore, neppure un uomo, neppure un fanciullo.


Si riporta un passo del documento di donazione di Serrone che fece Trasmondo alla badia di Subiaco firmando con una croce essendo analfabeta ...
"Trasmondo, ritenendo che le cose eterne si acquistino con le cose terrene e caduche, dona i sui beni per la redenzione dell'anima sua e per il perdono dei peccati suoi e dei genitori ... si obbliga a pagare 10 libbre di oro, ove egli o alcun altro tentasse infirmare l'atto."

Riguardo ai tributi e leggi in vigore a Serrone(Consuetudini), si riporta un testo del Muratori molto esplicativo ...

"Tanta indulgenza delle leggi e i costumi allora furiosi e piuttosto turbolenti degli uomini, ognuno comprende a quanti crimini e delitti aprissero l'adito.E cosi il fisco lungamente e largamente si arricchiva con le spoglie dei rei."

Altri particolari interessanti riguardano la battaglia di Piglio, importante sia per Serrone che per Anagni ed il centro Italia.
In questa battaglia Marcantonio Colonna ci mostra tutto il suo coraggio e il suo acume tattico.
Data l'asperità del territorio l'unico posto dove gli Orsini potevano piantare la batteria era fra Serrone e Piglio, prevedendo tale mossa Marcantonio si nascose fra i rovi e sferrò il primo attacco infliggendo molte perdite al nemico sorpreso.Fu aiutato anche dalla popolazione serronese, che vedeva ancora il fumo delle loro case bruciate dagli orsini e ...
"nell'udir che l'padrone soccorreva Piglio, comparvero per quelle montagne a dieci, a venti, e a trenta insieme."
Marcantonio attaccò dalla montagna con gli archibugi mentre gli orsini a colpi d'artiglieria riuscivano ad abbattere alcune mura.
I colonna rinforzarono il castello con 200 uomini, pronti ad uscire quando gli orsini avrebbero assalito le mura, ma l'ordine non fu mai dato, e questo fu un errore che gli orsini pagarono con la sconfitta, infatti Marcantonio la notte si ripose al sicuro ad Acuto e al mattino visto che il nemico si ritirava fece uscire il presidio dal castello inseguendoli fino alla Forma, fin dove la loro cavalleria non poteva operare.
Durante queste battaglie fu incendiato Segni e qui fu perpetrato uno stupro di massa alle suore del convento rifugiatesi da Anagni, e Marcantonio Colonna riuscì a salvarne solo una minima parte portandole al sicuro.
Per quanto riguarda il fiero notaro del paese Marco Emilio, al quale bruciarono casa,vigna e viveri, questi non tornò al Serrone nemmeno dopo la pace di Cave ma solo successivamente, infatti ...
Castello di Acuto

"Di poi il primo di maggio fui preso prigione io Marco Emilio al ponte di Genazzano, e per suspezione che stavo fori dal Serrone e menato in Paliano.Vi stetti 4 mesi e mezzo in prigione nella sala della piazza ... poi andetti forescito dal Serrone per non esser vassallo del conte di mezzorio Mesvit, doppo tornò il signore Marco Antonio Colonna et io tornai."

Si ricorda il tributo pagato in vite umane dal Serrone per la guerra di Libia e Italo-Austriaca.
Perirono 54 persone comprese fra i 20 e 40 anni, in loro memoria fu scavato nella roccia viva il "viale delle rimembranze" oggi parco San Rocco, non a caso una delle passeggiate più belle che si possono fare in ciociaria.
Furono piantati gli olmi in loro ricordo ed affisse su di essi le loro targhe.

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