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Vedi la poesia dialettale di Cengio Leoni !!!

Salvatore Prili e Gustavo Tirinelli sono i poeti di Serrone.
Il primo era poeta per diletto, l'altro un dotto letterato vissuto a Serrone in gioventù, restando sempre idissolubilmente legato al paese.

Salvatore Prili

Il poeta Salvatore Prili era un cultore delle tradizioni Serronesi, come si evince dalle sue poesie dai testi dialettali dedicati al nostro paese, che fu una delle sue maggiori fonti di ispirazione.
I suoi studi terminarono con la quarta elementare, per continuare da autodidatta, e non abbandonò lo sviluppo della poesia neanche quando fu chiamato a combattere per la patria.
Si dedicò all'insegnamento della lingua italiana ai ragazzi serronesi, per porre rimedio all'analfabetismo a quei tempi diffusissimo, infatti molti parlavano soltanto in dialetto, e non sapevano leggere.
Le sue opere sono molteplici, e si articolano fra commedie, poesie, prose e monologhi.
Scrisse anche in dialetto romanesco. Tra i suoi scritti ricordiamo le poesie "Core de Roma", e "A modo mio", oltre che testi teatrali quali "Boia Stella", ripetutamente rappresentato nei teatri romani.
Nelle opere dello stesso autore si annoverano anche le poesie : "I'asineglio deglio compare", "Daglio pretore", "La disgrazia che non se repara" (poesia dedicata ai figli scomparsi prematuramente).
Spesso rifletteva passeggiando lungo il parco S.Rocco, probabilmente inspirandosi per "Vita Sana", dove descriveva la giornata-tipo dei serronesi dell'epoca, con una semplicità e dovizia di particolari davvero sorprendenti.
I suoi versi in poesia sono ancora oggi scolpiti nell'animo dei serronesi, ai quali Salvatote Prili , ha lasciato un testamento spirituale di indiscutibile valore, e la memoria di antiche tradizioni ciociare, che a stento oggi ancora sopravvivono ...

Gustavo Tirinelli
(1841-1920)

Gustavo Tirinelli esercitò la professione di insegnante in diversi istituti italiani, ed i suoi eruditi studi lo portarono ad essere conosciuto e stimato da importanti poeti e letterati dell'epoca fra cui T.Mamiani,G.Bovio e P.Cossa.
Pregevoli ed apprezzate furono le traduzioni dal latino dei classici, e dall'inglese di Shelley e Shakespeare,oltre ad Edgard Allan Poe.
Fu uno dei fondatori della Scuola Romana(1883), cui contribuì con numerosi saggi, drammi e commedie pubblicati su importanti riviste letterarie.
Frequentava abitualmente i salotti letterari, descritti come incontri gioviali.
Nelle sue poesie traspare una spiccata affezione per Serrone, a cui ha dedicato splendide opere. Quì amava passeggiare nei mesi estivi per esaltare la sua vena poetica.
Forte è l'amore materno che lo accompagnò per tutta la vita, in special modo dopo la morte di lei, a cui si rivolge con tenere parole.
Fra le sue opere ricordiamo: "I Canti Ciociari", le commedie "Ovidio", "Il punitore di se stesso", "Affinità elettive", ed il dramma "Sibilla".
Trascorse gran parte della sua vita a Roma, ma tornava con piacere nel paese natio, che descriveva scherzosamente in poesia come una sorta di prosciutto penzolante appeso ad una vecchia torre.
Perse la vita nel 1920 nel disastro ferroviario di Cave, e fu sepolto a Serrone per sua volontà fra la partecipazione commossa degli abitanti.

Gli Affreschi Aneddoti Serronesi

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